I tappeti nelle nostre case sono veri e propri covi di germi e batteri che nella quotidianità portiamo all’interno delle nostre case. Il loro deposito sui tappeti può essere sconfitto in vari modi: dal lavaggio igienizzante con vapore e spray professionali al semplice lavaggio in lavanderia. Un tappeto ha bisogno di essere lavato e sanificato almeno una volta all’anno.
Hai idea di quali germi vivono nel tuo tappeto ?
Norovirus

Come spiegato dall’Istituto Superiore di Sanità, si tratta di un virus che può provocare sintomi simili alle gastroenteriti soprattutto nei soggetti più deboli, ovvero nei bambini e negli anziani. Provoca intossicazione alimentare o sintomi simil-influenzali e può sopravvivere sul tappeto per un massimo di sei settimane.
La trasmissione, infatti, può avvenire anche per contatto con superfici contaminate.
“Il virus è altamente infettivo e bastano 10 particelle virali per dare vita a un’infezione. Data la loro persistenza nell’ambiente, che ne permette la replicazione e diffusione anche per due settimane dopo l’infezione iniziale, i norovirus sono difficili da controllare ed è quindi necessario applicare rigorose misure sanitarie per prevenirli e contenerli” (ISS).
Micrococcus

È bene spiegare che il genere Micrococcus non è considerato patogeno, ovvero che provoca malattie. Tuttavia, è stato segnalato che alcuni ceppi possono causare vari tipi di infezione.
Tra le più pericolose: batteriemia, shock settico, artrite settica, endocardite, meningite o polmonite in soggetti immunocompromessi o immunodepressi.
Questi batteri sono in grado di moltiplicarsi in diversi ambienti, soprattutto quelli intrisi di polvere e umidità, come può essere appunto il tappeto di casa.
Possono essere molto pericolosi, perché può risultare difficile identificarli come causa di un’infezione, in quanto sono normalmente presenti nella microflora della nostra epidermide.
Spore di muffa

I tuoi tappeti sono una delle aree più ad alto rischio per la crescita della muffa e solo un esperto può rilevarla, perché non è detto sia immediatamente visibile.
Per crescere, la muffa ha bisogno di umidità, ossigeno, una fonte di cibo e una superficie su cui crescere. Le spore della muffa si trovano comunemente nell’aria, ma se atterrano in un punto umido che contiene polvere di cui si nutrono, contaminano presto la superficie.
Gli allergeni prodotti dalla muffa colpiscono le persone in diversi modi. Le reazioni e la gravità possono essere diverse, come spiegato dall’Istituto superiore di Sanità:
“Sintomi comuni delle infezioni da muffe sono naso chiuso, irritazioni agli occhi o della pelle, affanno. Le persone allergiche alle muffe possono avere difficoltà respiratorie o fiato corto. I soggetti con un sistema immunitario compromesso o con malattie polmonari croniche possono sviluppare infezioni polmonari da muffe” (ISS).
Salmonella

Questo batterio viene portato sul tappeto di casa da residui di feci, trasportati inconsapevolmente dalle persone e dai nostri amici a quattro zampe.
Le infezioni da Salmonella possono provocare diarrea, febbre e crampi addominali. I bambini piccoli e gli anziani sono particolarmente a rischio. L’Istituto Superiore di Sanità in questa pagina di approfondimento ha precisato:
“L’infezione si trasmette attraverso l’ingestione di cibi o bevande contaminate o per contatto, attraverso la manipolazione di oggetti […] Nella maggior parte dei casi la malattia ha un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione, ma talvolta l’infezione può aggravarsi al punto tale da rendere necessario il ricovero. Le salmonellosi nell’uomo possono anche causare lo stato di portatore asintomatico”.
Escherichia Coli

Come la Salmonella anche l’E. Coli può invadere le nostre case tramite il trasporto dall’esterno di residui di feci contaminate. Ecco perché, anche in questo caso, il tappeto resta il luogo ideale dove questi batteri possono proliferare.
L’Escherichia Coli non deve essere preso alla leggera, soprattutto se viene in contatto con soggetti deboli, quali bambini, anziani o immunodepressi. I sintomi più lievi includono diarrea, dolore addominale e febbre.
Tra i sintomi più gravi, invece, si segnala riduzione della frequenza delle minzioni, comparsa di astenia marcata e perdita del normale colorito roseo sulle guance e delle palpebre.
“L’insorgenza di queste complicanze necessita di ricovero per sopperire all’insufficienza del rene e mediamente si guarisce in pochi settimane salvo casi più rari. Nessun farmaco è in grado di proteggere dall’infezione da E. Coli. I comportamenti da adottare per non contrarre l’infezione prevedono” (da Nurse24.it).
Stafilococco aureo

Lo Staphylococcus aureus è il più pericoloso tra tutti i numerosi e comuni batteri appartenenti al genere degli stafilococchi. Si diffonde attraverso il contatto diretto con un individuo infetto, usando un oggetto contaminato o inalando goccioline infette disperse attraverso gli starnuti o la tosse.
Si capisce bene, dunque, come il tappeto possa essere un vero e proprio ricettacolo di questo batterio proprio perché l’oggetto più esposto al contatto con l’ambiente esterno.
La pelle e le mucose dovrebbero rappresentare una barriera insormontabile per il microrganismo, che però riesce a introdursi nell’organismo tra i tessuti profondi e nel sangue anche attraverso tagli, traumi o infezioni virali.
Lo stafilococco provoca eruzioni cutanee (che nei casi più gravi degenerano in ascessi) febbre, polmonite e altre gravi condizioni di salute.
